Come la fisiologia orale proteggeva l’uomo prima dell’alimentazione moderna

L’apparato stomatognatico è dotato di sofisticati meccanismi biologici di autodifesa che, in condizioni alimentari naturali (non raffinate, non processate, a basso carico glicemico), contribuivano in modo significativo al mantenimento dell’equilibrio orale.
Il padre di mia nonna , “spunticava” le fave secche coi denti a 93 anni e non aveva mai visto un dentista né tantomeno uno spazzolino da denti. Sua figlia , mia nonna, è mancata a 100 anni ed aveva ancora i suoi denti, molto abrasi ma tutti suoi. Mai visto un dentista.
Cosa è accaduto? Perchè oggi questi meccanismi naturali che l’uomo ha perfezionato in milioni di anni di evoluzione, si sono persi?
Intanto guardiamo da vicino cosa ci proteggeva prima dell’era contemporanea:

 Meccanismi naturali di prevenzione orale :

  1. La Saliva: Sistema Tampone, Antimicrobico e Remineralizzante

La saliva rappresenta il principale sistema fisiologico di protezione orale. Le sue funzioni includono:

  • Azione tampone

La saliva contiene sistemi tampone, in particolare bicarbonato, fosfati e proteine salivari, che neutralizzano gli acidi prodotti dal metabolismo batterico degli zuccheri fermentabili.
Il mantenimento del pH sopra la soglia critica di demineralizzazione (≈5,5 per lo smalto) è essenziale per prevenire la carie.

  • Remineralizzazione dello smalto

La saliva è sovrasatura di calcio e fosfato. In condizioni di pH favorevole, questi ioni favoriscono la remineralizzazione delle lesioni iniziali dello smalto. 

  • Azione antimicrobica

Contiene molecole con attività antibatterica, tra cui:

  • Lisozima → rompe i legami della parete cellulare batterica (soprattutto Gram-positivi) Battericida.
  • Lactoferrina → sequestra il ferro, limitando la crescita batterica Batteriostatico
  • Perossidasi salivari → riduce il metabolismo batterico Batteriostatico
  • Immunoglobuline A secretorie (IgA) → impediscono l’adesione batterica Anticolonizzazione.

In condizioni fisiologiche, questi sistemi contribuiscono al controllo dell’ecosistema orale senza eliminarne la flora residente; la saliva non sterilizza la bocca ma controlla l’equilibrio del microbiota.

  1. Stimolazione Masticatoria e Autodetersione

Una dieta tradizionale, ricca di alimenti fibrosi e poco raffinati, comportava:

  • Maggiore tempo di masticazione
  • Aumento del flusso salivare stimolato
  • Migliore distribuzione della saliva sulle superfici dentarie e quindi di pulizia naturale dei denti.
  • Ridotta permanenza di substrati fermentabili ( zuccheri) ad alta concentrazione

È importante precisare che la fibra non “spazzola ” i denti in senso terapeutico, ma in modoo funzionale:

  • Stimola la produzione salivare
  • Favorisce una moderata rimozione meccanica di residui alimentari
  • Riduce l’adesività degli alimenti( mele, carote crude, sedano, pane integrale croccante, verdure crude )

L’uomo pre-industriale consumava alimenti meno aderenti, meno processati e con minor densità zuccherina disponibile per i batteri cariogeni. 

  1. Microbiota Orale ed Equilibrio Ecologico

La placca dentale è un biofilm complesso. In condizioni di dieta naturale:

  • Il microbiota tendeva a essere più equilibrato
  • Minor disponibilità di zuccheri semplici riduceva la selezione di batteri acidogeni e acidurici come Streptococcus mutans, Lactobacillus spp per le carie e Treponema denticola, porphyromonas gingivalis, e Tannerella forsythia per il parodonto.

La teoria ecologica della carie spiega che non è il singolo batterio a causare la patologia, ma lo squilibrio ambientale (abbassamento persistente del pH) che seleziona specie cariogene.

Fattori Moderni che Alterano l’Equilibrio Naturale

La rivoluzione industriale alimentare ha modificato profondamente questo equilibrio fisiologico.

  1. Zuccheri Raffinati e Carico Fermentabile Elevato

L’introduzione massiva di saccarosio e carboidrati raffinati( snack, bevande zuccherate)  ha determinato:

  • Aumento della frequenza degli attacchi acidi
  • Maggiore produzione di polisaccaridi extracellulari adesivi( glucani, appiccicosi) fanno da colla ai batteri.
  • Biofilm più strutturato e resistente: la saliva penetra meno, gli acidi restano più a lungo e i batteri sono più protetti.

La frequenza di assunzione è spesso più dannosa della quantità assoluta. Ogni volta che si mangiano zuccheri il pH scende. Sotto 5,5 si ha un effetto demineralizzante.
Il saccarosio è cariogeno perché è sia substratoper la produzione di acidi sia precursore di polisaccaridi extracellulari che aumentano adesione e stabilità del biofilm.

Ridotta Stimolazione Masticatoria

Alimenti morbidi, ultra-processati e altamente raffinati:

  • Richiedono meno masticazione
  • Stimolano meno il flusso salivare
  • Aumentano l’adesività sulle superfici dentarie

Questo riduce l’efficacia dei meccanismi fisiologici di autodetersione.

  1. Alterazioni Funzionali: Deglutizione e Respirazione

La deglutizione atipica può:

  • Modificare la postura lingualecreando uno squilibrio muscolare che altera il flusso salivare.
  • Ridurre la stimolazione palatale fisiologica
  • Favorire malocclusioni
  • Alterare la distribuzione salivare con accumulo di placca e tartaro in aree specifiche

Non sono cause dirette di carie, ma possono contribuire a un ambiente meno favorevole all’equilibrio orale.

La respirazione orale comporta:

secchezza della bocca con ridotto effetto tampone e ridotte difese antimicrobiche
più placca batterica
più acidità
gengive e smalto più vulnerabili

Le disfunzioni orali come deglutizione atipica e respirazione orale alterano l’equilibrio del cavo orale: la prima favorisce accumulo di placca per alterata funzione linguale, la seconda riduce la saliva aumentando acidità e rischio carie.

  1. Stress e Salute Orale

Lo stress cronico può:

  • Ridurre il flusso salivare (xerostomia funzionale)
  • Alterare la risposta immunitaria locale
  • Favorire parafunzioni (bruxismo)

L’aumento del cortisolo non “produce acidi”, ma può indirettamente influenzare la suscettibilità alle patologie orali.

Conclusione

La natura aveva predisposto sistemi efficaci di protezione orale:

  • Saliva con funzioni tampone e antibatteriche
  • Stimolazione masticatoria intensa
  • Dieta povera di zuccheri raffinati
  • Microbiota in equilibrio

Tuttavia, l’alimentazione moderna, industriale e processata:

  • Aumenta la frequenza degli attacchi acidi
  • Favorisce biofilm più patogeni
  • Riduce la stimolazione fisiologica protettiva

Per questo motivo oggi:

✔ L’igiene domiciliare quotidiana
✔ Il controllo professionale periodico
✔ La prevenzione personalizzata

non sono più opzionali, ma strumenti indispensabili per compensare la perdita dei meccanismi naturali originari.

Negli ultimi anni, l’approccio ecologico alla salute orale ha portato a considerare l’uso dei probiotici come strumento per modulare il biofilm dentale.

I probiotici sono microrganismi vivi che, se somministrati in quantità adeguata, possono apportare benefici alla salute dell’ospite.

Meccanismi d’azione principali:

  • Competizione per i siti di adesione
    Alcuni ceppi probiotici competono con batteri cariogeni come Streptococcus mutans riducendone la colonizzazione.
  • Produzione di sostanze antibatteriche
    (batteriocine, perossido di idrogeno)
  • Modulazione del pH locale
    Alcuni ceppi contribuiscono a limitare l’acidificazione del biofilm.
  • Effetto immunomodulante
    Stimolano la risposta immunitaria locale (IgA secretorie)

Ceppi più studiati:

  • Lactobacillus reuteri
  • Lactobacillus rhamnosus
  • Streptococcus salivarius (es. K12, M18)

Evidenze cliniche:

  • riduzione della carica di S. mutans
  • miglioramento di parametri gengivali (in particolare nelle gengiviti)
  • possibile riduzione dell’alitosi

Tuttavia, è importante sottolineare che:

👉 l’effetto è ceppo-specifico e temporaneo
👉 i probiotici non sostituiscono l’igiene orale, spazzolino, filo e dentista.
👉 l’efficacia dipende dalla continuità di utilizzo

Prodotti utili devono contenere lo Streptococcus salivaris M18 ( CARIOBLIS) e K12 ( BACTOBLIS) per le carie e il Lactobacillus reuteri per gengive e parodonto.

 Vitamine e micronutrienti nella salute orale

I micronutrienti influenzano direttamente:

  • integrità dei tessuti orali
  • risposta immunitaria
  • metabolismo osseo e dentale
  • Vitamina D
  • Regola il metabolismo calcio-fosforo
  • Favorisce la mineralizzazione dentale
  • Modula la risposta immunitaria

Una carenza è associata a maggiore suscettibilità a carie e parodontopatie.

  • Vitamina C
  • Essenziale per la sintesi del collagene
  • Fondamentale per la salute gengivale
  • Potente antiossidante

La carenza può portare a sanguinamento gengivale e aumentata fragilità tissutale.

  • Vitamina K2
  • Coinvolta nella regolazione della deposizione del calcio
  • Contribuisce alla corretta mineralizzazione di denti e ossa

È stata storicamente associata (anche nei lavori di Weston A. Price) ai cosiddetti “attivatori liposolubili”, oggi meglio identificati, ( Vit A, Vit D) che proteggevano le popolazioni studiate da Price.

  • Vitamina A
  • Mantiene l’integrità delle mucose
  • Supporta la risposta immunitaria
  • Minerali (Calcio, Fosforo, Magnesio)
  • Essenziali per la struttura dello smalto
  • Coinvolti nei processi di remineralizzazione

Inquadramento clinico

L’integrazione con probiotici e micronutrienti può essere utile:

✔ nei pazienti con disbiosi orale
✔ in presenza di gengiviti ricorrenti
✔ nei soggetti con dieta squilibrata
✔ nei pazienti con xerostomia
✔ in prevenzione personalizzata

Tuttavia:

  • deve essere mirata e personalizzata
  • non può sostituire igiene orale e controlli professionali
  • deve basarsi su evidenze e non su approcci commerciali generalizzati

Messaggio per il paziente

L’organismo possiede strumenti naturali per difendere la salute orale, ma:

  • la dieta moderna altera il microbiota
  • riduce le difese fisiologiche
  • aumenta il rischio di malattia

Probiotici e vitamine possono aiutare a ristabilire un equilibrio, ma solo se inseriti in un contesto corretto:

✔ alimentazione consapevole
✔ igiene orale quotidiana
✔ prevenzione professionale

Il contributo di Weston A. Price

Il lavoro di Weston A. Price (1939) rappresenta una delle prime osservazioni sistematiche sul rapporto tra alimentazione tradizionale e salute orale.

Nel suo studio Nutrition and Physical Degeneration, Price documentò che:

  • popolazioni non esposte a zuccheri raffinati presentavano bassa incidenza di carie
  • le diete tradizionali erano ricche di alimenti non processati e nutrienti
  • l’introduzione di alimenti industriali era associata a rapido peggioramento della salute orale

È importante contestualizzare questi dati:
sebbene osservazionali e non condotti secondo i moderni standard epidemiologici, i lavori di Price hanno anticipato concetti oggi confermati, in particolare il ruolo determinante della dieta nella modulazione del rischio cariogeno.

Conclusione

I meccanismi naturali di protezione orale — saliva, masticazione, equilibrio microbico — sono il risultato di un adattamento evolutivo a:

  • diete non raffinate
  • basso apporto di zuccheri semplici
  • elevata attività masticatoria

L’alimentazione moderna ha profondamente alterato questo equilibrio.

Di conseguenza, oggi:

  • l’igiene orale domiciliare
  • la prevenzione professionale
  • il controllo dietetico

rappresentano strumenti indispensabili per compensare la perdita delle condizioni fisiologiche originarie. 

Riferimenti Bibliografici

  1. Moynihan PJ, Petersen PE. Diet, nutrition and the prevention of dental diseases. Public Health Nutr. 2004;7(1A):201–226.
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  12. Meurman JH. Probiotics in oral health. Eur J Oral Sci. 2005.
  13. Holick MF. Vitamin D deficiency. N Engl J Med. 2007.
  14. Chapple IL. Vitamin C and periodontal health. Nutrition. 2007.

Herpes simplex (herpes labiale/intraorale)

Candidosi orale

HPV orale (papillomi/condilomi)

Afte (stomatite aftosa ricorrente)

Lichen planus orale

Lingua a carta geografica (glossite migrante benigna)

Cheilite angolare

Bruxismo e serramento

  1. DEFINIZIONI BIOMECCANICHE

Il bruxismo , dal greco brùcho (digrignare) consiste in un’attività muscolare dinamica e ritmica di digrignamento (grinding). I denti scorrono l’uno contro l’altro, solitamente lateralmente.
Il serramento (clenching) consiste in una contrazione statica e prolungata dei muscoli masticatori, i denti si toccano con forza senza movimenti. 

  1. DIFFERENZE CAUSALI NEUROFISIOLOGICHE.

Bruxismo – prevalenza meccanismo “subcorticale” automatico
È correlato a micro-risvegli (arousal) durante il sonno.
Coinvolge circuiti:
-nuclei motori del tronco encefalico
-sistema dopaminergico (via nigrostriatale)
-pattern generator del sonno.

Spesso è non correlato allo stress: è un’attività motoria automatica, simile a un “movimento ritmico” del sonno.
Ha un’associazione più documentata con:
-apnea ostruttiva del sonno
-variazioni dopaminergiche
-disturbi del ritmo del sonno

Il bruxismo è un comportamento dinamico, automatizzato e più legato alla neurofisiologia del sonno.

B. Serramento – prevalenza meccanismo “centrale” volontario/inconscio

È più legato a aumenti del tono muscolare mantenuto.
Associato alla corteccia motoria e ai circuiti di controllo volontario/inconscio della postura mandibolare.
Collegato più frequentemente a:
-stress cognitivo e concentrazione (es. al computer)
-attivazione simpatica diurna
-abitudini parafunzionali (tenere i denti uniti)
-Non correlato micro-risvegli durante il sonno.

 Il serramento è un comportamento più isometrico: molta forza, poco movimento

  1. DIFFERENZE CAUSALI PSICOLOGICHE

Bruxismo
Stress e ansia non sono considerati cause primarie.
Le evidenze mostrano che lo stress può aumentarne la probabilità, ma non è il meccanismo fisiologico di base.
Molto più legato a variazioni neurochimiche del sonno.

Serramento
Fortemente correlato a:stress emozionale, ansia, multitasking, tensione muscolare generale
“Tightening response”: risposta corporea allo stress.

  1. DIFFERENZE CAUSALI RESPIRATORIE

Bruxismo

Spesso comparso durante il sonno subito dopo un micro-risveglio causato da un’ostruzione respiratoria.
Meccanismo proposto: il digrignamento aumenta il tono delle vie aeree superiori e facilita la riapertura.

Serramento
Generalmente non correlato a disturbi respiratori.

  1. CONSEGUENZE DIVERSE (legame causale)

Bruxismo
Ha un’usura dentale più marcata con abrasioni, dolore muscolare meno frequente, è più rumoroso ed è più frequente nel sonno:
Serramento
Ha un’usura dentale più verticale e meno severa, dolore muscolare più frequente, è più silenzioso ed è meno frequente nel sonno. 

  1. RIASSUNTO SCIENTIFICO DELLE CAUSE PRIMARIE

Bruxismo
Movimenti ritmici automatizzati di origine dopaminergica
Associato a micro-risvegli e disturbi respiratori
Attività dinamica e non volontaria
Serramento
Aumento del tono muscolare di origine corticale (stress, postura, concentrazione)
Attività isometrica
Non richiede arousal del sonno

RIMEDI

Ci sono varie strategie, terapie e talvolta approcci “complementari” (come la floriterapia) che possono aiutare a gestire il bruxismo e il serramento.
Però,come per tutti i disturbi complessi, non esiste “la pillola magica” universale: l’intervento migliore dipende da ciascun caso.
Ecco alcune opzioni e consigli, con quello che dicono le evidenze (o le pratiche consigliate), oltre a qualche spunto “naturale / olistico”.

Rimedi e approcci generali (comuni a entrambi)

Ridurre stress e tensione

Attività come yoga, meditazione, esercizi di rilassamento, tecniche di respirazione o mindfulness possono aiutare a rilassare la muscolatura della mandibola e a diminuire la tendenza a serrare o digrignare. 

Migliorare l’igiene del sonno e lo stile di vita

Evitare caffeina, tè, cioccolato, bevande gassate o alcol nelle ore serali; andare a dormire e svegliarsi con orari regolari; moderare i riposini pomeridiani; mantenere la camera da letto fresca.

Attività fisica regolare (non subito prima di dormire)

L’esercizio giornaliero può aiutare a scaricare tensioni muscolari e stress, migliorando anche la qualità del sonno.

Approcci odontoiatrici / meccanici

Attivatore elastodontico notturno — è spesso il primo strumento consigliato: proteggere i denti dall’usura, distribuire le forze occlusali, e in alcuni casi aiutare a ridurre la tensione muscolare notturna. 

Esercizi per rilassare la mandibola / stretching / massaggi / fisioterapia — utili soprattutto in caso di serramento, per abbassare il tono muscolare e ridurre dolore muscolare o articolare.

Terapia multidisciplinare se necessario — in alcuni casi, con interventi posturali, fisioterapici o osteopatici se ci sono tensioni muscolari, squilibri mandibolari o problemi di postura. 

In casi gravi o persistenti, si valuta anche farmacoterapia (miorilassanti, FANS), ma solo su indicazione medica e per alleviare dolore o spasmi acuti. 

Approcci “naturali / complementari”: floriterapia e altro

Alcune fonti suggeriscono l’uso di Floriterapia di Bach in abbinamento a un approccio odontoiatrico/psicosomatico: l’idea è che il “sistema denti-emozioni” soffra quando lo stress emozionale si esprime in modo inconscio attraverso parafunzioni come bruxismo e serramento.

Alcuni fiori consigliati (da chi segue questa pratica) sono — ad esempio per bruxismo e tensione dentale — fiori che favoriscono rilassamento interiore e calma: riduzione dell’ansia, maggiore centratura, equilibrio emotivo. 

La floriterapia  può avere un valore come supporto “psicosomatico / rilassante”, ma non deve sostituire l’approccio odontoiatrico quando necessario (dispositivi, controlli, riabilitazione, ecc.).

Quale approccio privilegiare a seconda del problema

Bruxismo (abrasione dentale, usura, rumori notturni, danni ad articolazione)

equilibratore notturno + igiene del sonno + riduzione stimolanti (caffè, alcol) + gestione stress/ansia + eventuale valutazione del sonno (apnee, risvegli).
Serramento (tensione muscolare, dolore muscolare, mandibola “bloccata” al mattino)

Esercizi rilassamento + fisioterapia/massaggi + consapevolezza durante il giorno (evitare di tenere i denti serrati), occasionalmente miorilassanti/FANS + valutazione da odontoiatra/osteopata

In entrambi i casi, uno stile di vita sano, una buona gestione dello stress e — se serve — un controllo periodico odontoiatrico sono fondamentali.

Ecco i rimedi concreti, distinti tra bruxismo e serramento, più gli integratori più usati e i fiori di Bach/Australiani tipicamente consigliati. 

RIMEDI PER IL BRUXISMO (grinding)

Più legato a micro-risvegli del sonno, disturbi del sonno, e iperattività neuromuscolare notturna.

  1. Rimedi efficaci

Attivatori elastodontici notturni , fondamentali  per proteggere lo smalto.

Igiene del sonno + riduzione stimolanti, evitare caffè, tè, cioccolato, energy drink dopo le 15, evitare alcol la sera (aumenta il digrignamento), routine di sonno regolare. Valutazione del sonno se necessario

Se il digrignamento è forte, ha un legame frequente con:
apnea notturna, russamento e sonno frammentato: gestione stress / ansia
Non sempre è la causa primaria, ma spesso peggiora l’intensità.

  1. Integratori utili per MIGLIORARE IL SONNO e ridurre attività motoria notturna

-Magnesio bisglicinato (rilassante serale)
-Melatonina (se la latenza di addormentamento è lunga)
-GABA (in alcune persone riduce tensione pre-sonno)
-5-HTP (solo se non si assumono antidepressivi → migliora qualità del sonno)
-Passiflora / Escolzia per migliorare continuità del sonno

  1. Fiori di Bach / Australian Bush per il DIGRIGNAMENTO

-Fiori di Bach
-White Chestnut → pensieri ricorrenti notturni
-Aspen → agitazione notturna senza motivo apparente
-Cherry Plum → rilascio della tensione inconscia
-Vervain → iperattività interiore
-Australian Bush Flowers
-Crowea → rilascio tensione mandibolare (utile anche qui)
-Boronia → mente ruminante che impedisce rilassamento
-Black-eyed Susan → rilassamento profondo di muscoli e mente
-Emergency Essence (miscela) → se il bruxismo peggiora in periodi acuti di stress.

 RIMEDI PER IL SERRAMENTO(clenching)

Il serramento è legato soprattutto a tensione muscolare, stress, postura mandibolare.

  1. Rimedi efficaci

-Esercizi e tecniche di rilassamento mandibolare, lasciare cadere la mandibola “pesante” più volte al giorno, stretching dei masseteri, auto-massaggio delle tempie e del muscolo massetere, tecnica “labbra che si toccano – denti separati”
-Fisioterapia / osteopatia / terapia miofunzionale
-Lavora su contratture cervicali, postura linguale, tensioni del massetere.
Attivatori elastodontici di rilassamento, utili  soprattutto quando il serramento causa dolore muscolare.

  1. Integratori utili per ridurre TONO MUSCOLARE e stress

(Non sono “cure”, ma possono attenuare la tensione fisiologica)

-Magnesio (glicerofosfato, bisglicinato o pidolato)
Aiuta a ridurre iperattività neuromuscolare e crampi.
-L-teanina
Non sedativa, riduce tensione mentale.
-Ashwagandha (Withania somnifera)
Adattogeno → abbassa il cortisolo e la reattività allo stress.
-Valeriana o Passiflora (serale)
Se il serramento peggiora la notte per agitazione.
-Vitamina B6 + Magnesio
Utile quando la tensione è associata a irritabilità o stanchezza nervosa.

  1. Fiori di Bach / Australian Bush per il SERRAMENTO

-Fiori di Bach
-Cherry Plum → tensione interna, controllo eccessivo
-Rock Water → rigidità, perfezionismo
-Vervain → iperattività mentale, stress “teso”
-Impatiens → persone che si muovono e pensano “in tensione”
-Australian Bush Flowers
-Crowea → tensione muscolare generale e ansia
-Black-eyed Susan → riduzione della tensione cronica e rigidità
-Boronia → mente iperattiva che non si spegne
-Calm & Clear Essence (miscela) → rilassamento generalizzato

Sindrome della bocca urente

Xerostomia (bocca secca)

Russamento

Il russamento è un fenomeno acustico che si genera durante il sonno quando il flusso d’aria incontra una resistenza aumentata nelle vie aeree superiori. Questa turbolenza mette in vibrazione tessuti “molli” come palato molle, ugola, pareti faringee e, in alcuni casi, la base della lingua.

Punto chiave: russare non significa automaticamente apnea, ma il russamento può essere un segnale di ostruzione e va inquadrato, soprattutto se associato a sintomi diurni o pause respiratorie riferite dal partner.

Cause del russamento

1) Anatomia e “spazio” delle vie aeree

Alcune caratteristiche aumentano la probabilità che i tessuti vibrino o che le vie aeree tendano a chiudersi durante il sonno:

– Palato molle lungo o ipotonico, ugola voluminosa
– Riduzione dello spazio faringeo (ad esempio per conformazione cranio-facciale)
– Base lingua più retrusa o “ingombrante” a riposo notturno

Il russamento è quindi spesso la “spia” di un equilibrio instabile: basta una piccola riduzione del calibro e la turbolenza aumenta → vibrazione → rumore.

2) Riduzione del tono muscolare durante il sonno

Durante il sonno (specie in alcune fasi) diminuisce il tono dei muscoli che “tengono aperte” le vie aeree superiori. Se l’anatomia è già predisponente, questa riduzione di tono facilita vibrazione e/o collasso parziale.

3) Fattori che aumentano la resistenza nasale

Il naso non è solo un “tubo”: se la respirazione nasale è ostacolata, aumenta la probabilità di respirare con la bocca e di creare condizioni favorevoli al russamento:

– rinite/allergie, congestione cronica
– deviazione del setto, ipertrofia turbinati
– polipi (meno comuni, ma rilevanti)

4) Peso, circonferenza del collo e distribuzione del grasso

Sovrappeso/obesità (e in particolare l’aumento di tessuti nei distretti cervicali e faringei) può ridurre il calibro e aumentare la collassabilità delle vie aeree. È un fattore importante anche nel rischio di OSAS (apnee ostruttive).

5) Posizione di sonno

In molte persone il russamento peggiora in posizione supina: la lingua e i tessuti molli tendono a “cadere” posteriormente, aumentando resistenza e vibrazioni.

6) Alcol, sedativi, fumo (e sonno frammentato)

– Alcol/sedativi: riducono ulteriormente il tono muscolare e peggiorano l’ostruzione
– Fumo/irritanti: aumentano infiammazione/edema mucoso → più resistenza

Russamento semplice o apnee notturne (OSAS)? Quando approfondire

È cruciale distinguere russamento primario (fastidioso ma senza apnee significative) da OSAS.

Segnali d’allarme tipici (spesso riferiti dal partner):

– pause respiratorie osservate, risvegli con “gasping”/soffocamento
– sonnolenza diurna, colpi di sonno, scarsa concentrazione
– cefalea mattutina, risvegli frequenti, ipertensione difficile da controllare

Le linee guida cliniche per la valutazione dell’OSAS raccomandano di indagare in modo sistematico russamento + sonnolenza diurna e altri fattori di rischio.
Per uno screening iniziale in studio (non diagnostico) si usa spesso lo STOP-Bang.
Diagnosi definitiva: polisonnografia o test cardiorespiratorio domiciliare, secondo indicazione medica.
Lo STOP-Bang è uno strumento di screening clinico per identificare i soggetti a rischio di OSAS.
E’ un questionario validato scientificamente, usato anche dai dentisti, per decidere se richiedere la polisonnografia.
STOP-Bang è un acronimo :
STOP:
S- Snoring :  Russi forte?
T- Tiredness : Ti senti stanco e assonnato durente il giorno?
O- Observed apnea : Qualcuno ha osservato pause respiratorie durante il sonno?
P- Pressure : Soffri di pressione alta?
BANG:
B- BMI : Indice di massa corporea >35 ?
A- AGE : Età > 50 anni ?
N- Neck circumference : Circonferenza del collo >40 cm
G- Gender : Sesso maschile?

Punteggio:
0-2 : basso rischio OSAS
3-4 : rischio intermedio
>5  : alto rischio

Dal risultato di questo test si può decidere se proporre un dispositivo orale oppure inviare il paziente ad uno specialista del sonno nei casi sospetti di OSAS.

Terapie: cosa funziona davvero (in base alle evidenze)

A) Interventi comportamentali e “di base”

Sono spesso il primo step, soprattutto nel russamento primario o nelle forme lievi:

– perdita di peso (se indicata)
– riduzione alcol la sera e gestione farmaci sedativi con il medico
– igiene del sonno (orari regolari, evitare privazione di sonno)
– trattamento dell’ostruzione nasale (con lo specialista ORL/allergologo se serve)

B) Terapia posizionale (evitare la posizione supina)

Ha razionale fisiologico e buone evidenze nel ridurre il russamento in molti “russatori non apnoici”, anche se i risultati variano tra persone e dispositivi.
(Nelle OSAS “posizionali” è un’opzione/adiuvante, ma va scelta caso per caso).

C) Terapia miofunzionale orofacciale (esercizi mirati)

Gli esercizi per lingua e muscoli orofaringei mirano ad aumentare il tono e la “stabilità” delle vie aeree. Una meta-analisi ha mostrato riduzione del russamento (misure soggettive e oggettive) in adulti.
È spesso usata come adiuvante (insieme a dispositivi o cambi di stile di vita), con un profilo di rischio basso se ben impostata.

D) Dispositivi Orali (Odontoiatria): MAD – Mandibular Advancement Device

Come funzionano: i dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD) tengono la mandibola e la lingua leggermente in avanti durante il sonno, aumentando lo spazio delle vie aeree e riducendo la tendenza al collasso/vibrazione.

Cosa dice la letteratura:

– Le linee guida AASM raccomandano che, nei pazienti che richiedono terapia per russamento primario (senza OSAS), i medici del sonno considerino dispositivi orali come opzione terapeutica; e nelle OSAS, i MAD sono alternativa/seconda linea in molti casi selezionati.
– Evidenze recenti da RCT mostrano riduzione del russamento con MAD rispetto ad altre strategie combinate in popolazioni di russatori (con beneficio clinicamente rilevante anche per i partner).
– Alternativa valida ai MAD in casi selezionati, gli equilibratori elastodontici che posizionano la mandibola anteriormente, facilitano la postura della lingua al palato ed aumentano lo spazio aereo posteriore.

Perché “su misura” è importante: comfort, aderenza e controllo degli effetti collaterali dipendono molto da come viene progettato, regolato e monitorato nel tempo.

Possibili effetti collaterali (da gestire con follow-up):

– fastidio dentale o muscolare, secchezza/salivazione
– sintomi ATM (articolazione temporo-mandibolare) in soggetti predisposti
– nel lungo periodo possibili modifiche occlusali (da monitorare).

Un dispositivo orale funziona davvero solo se è parte di un percorso clinico personalizzato, progettazione su misura, regolazione progressiva e controlli nel tempo sono essenziali per garantire confort, efficacia e sicurezza.

E) CPAP e terapie mediche del sonno (se c’è OSAS)

Se il russamento è parte di una OSAS moderata-severa, la terapia di riferimento resta spesso la CPAP (decisione specialistica). Le linee guida AASM sull’OSAS in adulti supportano un percorso diagnostico-terapeutico strutturato.

F) Procedure ORL / chirurgiche (selezione accurata)

Per russamento primario o OSAS lievi selezionate, alcune procedure sul palato molle (es. radiofrequenza) hanno mostrato benefici moderati, con importanza di una corretta selezione e aspettative realistiche:

– revisioni e studi controllati indicano efficacia, ma spesso con miglioramenti non “miracolosi” e variabili.

Percorso consigliato per uno studio dentistico

– Anamnesi mirata: russamento da quanto, intensità, posizione, alcol, farmaci, congestione nasale, sonnolenza diurna, pause respiratorie riferite.
– Screening rischio OSAS (es. STOP-Bang) e invio al medico del sonno se rischio alto o sintomi importanti.
– Se russamento primario o OSAS lieve/gestibile: valutazione odontoiatrica per MAD su misura (occlusione, parodonto, ATM) + follow-up.
– Integrazione con terapia posizionale, gestione nasale (ORL) e/o mio funzionale quando indicato.

Articoli e fonti

Linee guida (fondamentali)

– AASM 2015 – Oral Appliance Therapy per OSAS e russamento (Clinical Practice Guideline). (PMC)
– AASM 2009 – Valutazione/gestione OSAS negli adulti (Clinical Guideline). (aasm.org)

Dispositivi orali (MAD) – evidenze robuste

– Meta-analisi di RCT sui MAD (OSA/benefici clinici): (PMC)
– RCT recente: MAD vs terapia combinata (riduzione russamento e beneficio per i partner): (PMC)

Terapia posizionale

– Review sul potenziale della positional therapy: (PMC)
– Review più recente focalizzata su russamento e postura: (PMC)

Mio funzionale

– Meta-analisi: riduzione russamento con terapia miofunzionale: (PubMed)

Procedure sul palato (radiofrequenza) – efficacia moderata, selezione essenziale

– Revisione sistematica su radiofrequenza del palato per russamento: (PubMed)
– Trial controllato con placebo (radiofrequenza): (PubMed)

STOP-Bang :Chung F. et al. STOP-Bang questionnaire: A practical Approach to Screen for Obstructive sleep apnea( PubMed).

– Nota A. et al. (2020)
Myofunctional therapy and orthodontic appliances in sleep-disordered breathing
📖Minerva Stomatologica
– Villa MP et al. (2015)
Rapid maxillary expansion and oral appliances in pediatric sleep apnea
📖Sleep Medicine Reviews
– Cozza P. et al. (2014)
Early orthodontic treatment and airway improvement
📖European Journal of Paediatric Dentis

Apnee ostruttive del sonno (OSAS)

Definizione

Le OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome) sono un disturbo del sonno caratterizzato da episodi ripetuti di ostruzione parziale o completa delle vie aeree superiori durante il sonno.
Queste interruzioni respiratorie causano riduzione dell’ossigeno nel sangue e frequenti micro-risvegli, spesso non percepiti dal paziente.

Cause e fattori di rischio

Le OSAS sono multifattoriali e derivano principalmente da una riduzione dello spazio delle vie aeree o da una loro aumentata collassabilità.

Cause anatomiche

  • Retrognazia (mandibola arretrata)
  • Palato ogivale o stretto
  • Ipertrofia tonsillare e adenoidea (soprattutto nei bambini)
  • Macroglossia (lingua voluminosa)
  • Deviazione del setto nasale
  • Collo corto e largo

Fattori predisponenti

  • Sovrappeso e obesità
  • Età adulta (più frequente dopo i 40 anni)
  • Sesso maschile
  • Familiarità
  • Fumo e alcol
  • Uso di sedativi

Come si manifesta

Durante il sonno si verifica un rilassamento dei muscoli della gola, che porta al collasso delle vie aeree.

Questo causa:

  • Riduzione (ipopnea) o arresto (apnea) del flusso d’aria
  • Riduzione dell’ossigenazione
  • Risveglio improvviso per ripristinare la respirazione

Gli episodi possono ripetersi anche decine o centinaia di volte per notte.

Sintomi

Sintomi notturni

  • Russamento intenso e intermittente
  • Pause respiratorie osservate dal partner
  • Risvegli con sensazione di soffocamento
  • Sonno agitato
  • Sudorazione notturna

Sintomi diurni

  • Sonnolenza eccessiva
  • Stanchezza cronica
  • Difficoltà di concentrazione
  • Cefalea mattutina
  • Irritabilità e calo dell’umore
  • Riduzione della performance lavorativa

Effetti e complicanze

Le OSAS non trattate possono avere conseguenze importanti:

Cardiovascolari

  • Ipertensione arteriosa
  • Aritmie
  • Infarto e ictus

Metaboliche

  • Insulino-resistenza
  • Diabete di tipo 2

Neurocognitive

  • Deficit di memoria
  • Riduzione dell’attenzione
  • Maggior rischio di incidenti stradali

Nei bambini

  • Disturbi della crescita
  • Problemi comportamentali
  • Difficoltà scolastiche

Diagnosi

La diagnosi si basa su:

  • Anamnesi e valutazione clinica
  • Questionari specifici (es. Epworth Sleepiness Scale)
  • Polisonnografia (esame di riferimento), che misura:
    • Respirazione
    • Ossigenazione
    • Attività cerebrale
    • Movimenti corporei

Terapia

La scelta terapeutica dipende dalla gravità e dalle cause.

  1. Terapia comportamentale
  • Perdita di peso
  • Riduzione di alcol e sedativi
  • Dormire su un fianco
  • Igiene del sonno
  1. Dispositivi medici
  • CPAP (Continuous Positive Airway Pressure)
    È la terapia di riferimento: mantiene aperte le vie aeree con un flusso d’aria continuo.
  • Dispositivi orali (MAD)
    Utilizzati in ambito odontoiatrico, avanzano la mandibola migliorando lo spazio respiratorio.
  1. Terapia chirurgica
  • Adenotonsillectomia (nei bambini)
  • Chirurgia del palato o delle vie aeree
  • Correzione di anomalie anatomiche
  1. Approccio multidisciplinare

Le OSAS richiedono spesso la collaborazione tra:

  • Odontoiatra
  • Otorinolaringoiatra
  • Pneumologo
  • Medico del sonno

Conclusione

Le OSAS sono una patologia frequente ma spesso sottodiagnosticata.
Riconoscerle precocemente è fondamentale per prevenire complicanze anche gravi.
Il ruolo dell’odontoiatra è centrale nella valutazione delle strutture cranio-facciali e nell’impiego di dispositivi intraorali, contribuendo in modo significativo al trattamento.

Scala di Epworth (Epworth Sleepiness Scale – ESS)

La Scala di Epworth è un questionario semplice e rapido utilizzato per valutare il livello di sonnolenza diurna di una persona.
È molto utile nello screening di disturbi del sonno, in particolare delle OSAS (apnee ostruttive del sonno).

A cosa serve

Misura la probabilità di addormentarsi in situazioni quotidiane, aiutando a capire se la sonnolenza è normale o eccessiva.

Non fa diagnosi da sola, ma è un importante strumento di primo livello.

Come funziona

Il paziente assegna un punteggio da 0 a 3 in base alla probabilità di addormentarsi nelle seguenti 8 situazioni:


Significato dei punteggi

  • 0 = mai si addormenta
  • 1 = bassa probabilità
  • 2 = moderata probabilità
  • 3 = alta probabilità

Interpretazione del punteggio totale

Il punteggio massimo è 24.

  • 0–9 → sonnolenza normale
  • 10–12 → sonnolenza lieve
  • 13–15 → sonnolenza moderata
  • ≥16 → sonnolenza grave (alta probabilità di disturbo del sonno)

Importanza nelle OSAS

Nei pazienti con sospette apnee:

  • un punteggio ≥10 è spesso indicativo di sonnolenza patologica
  • può suggerire la necessità di approfondimenti (es. polisonnografia)

Limiti

  • È soggettiva (dipende dalla percezione del paziente)
  • Non sostituisce esami diagnostici
  • Può essere influenzata da stile di vita o abitudini

Conclusione

La Scala di Epworth è uno strumento semplice ma molto utile per:

  • identificare precocemente la sonnolenza eccessiva
  • indirizzare il paziente verso una valutazione specialistica

Di seguito un video dove potrai avere ulteriori dettagli sulla patologia.

https://www.youtube.com/watch?v=53CPislgbGk

Bibliografia

  • Johns MW. Daytime sleepiness, snoring, and obstructive sleep apnea: the Epworth Sleepiness Scale. Sleep. 1993;16(2):148–155.
  • Kapur VK, Auckley DH, Chowdhuri S, et al. Clinical Practice Guideline for Diagnostic Testing for Adult Obstructive Sleep Apnea. J Clin Sleep Med. 2017;13(3):479–504.
  • Epstein LJ, Kristo D, Strollo PJ Jr, et al. Clinical guideline for the evaluation, management and long-term care of obstructive sleep apnea in adults. J Clin Sleep Med. 2009;5(3):263–276.
  • Peppard PE, Young T, Barnet JH, et al. Increased prevalence of sleep-disordered breathing in adults. Am J Epidemiol. 2013;177(9):1006–1014.
  • Punjabi NM. The epidemiology of adult obstructive sleep apnea. Proc Am Thorac Soc. 2008;5(2):136–143.
  • McDaid C, Durée KH, Griffin SC, et al. Continuous positive airway pressure devices for the treatment of obstructive sleep apnoea-hypopnoea syndrome: a systematic review. Health Technol Assess. 2009;13(4):1–119.
  • Patel SR, White DP, Malhotra A, et al. Continuous positive airway pressure therapy for treating sleepiness in obstructive sleep apnea. Arch Intern Med. 2003;163(5):565–571.
  • Ramar K, Dort LC, Katz SG, et al. Clinical Practice Guideline for the Treatment of Obstructive Sleep Apnea and Snoring with Oral Appliance Therapy. J Clin Sleep Med. 2015;11(7):773–827.

Leucoplachia

Eritroplachia

Tumori del cavo orale